domenica 13 gennaio 2013

Marco Beasley

Marco Beasley ha sicuramente il merito, con Accordone, Pino De Vittorio, Christina Pluhar e L'Arpeggiata e pochi altri, di essere un evangelist della musica napoletana tradizionale e di quella antica (cinquecentesca e seicentesca). In quest'epoca di decadenza culturale in cui è raro trovare nell'orizzonte musicale moderno qualcosa di interessante (inclusi ovviamente il pop e il rock in quanto comunque espressioni culturali della sensibilità umana), Marco è stata una sorpresa molto piacevole.

Ovviamente, in Italia lo conoscono pochissimi, mentre in Francia ha avuto un discreto successo. Su Wikipedia tedesca e francese ha addirittura una pagina con alcune sue informazioni bibliografiche.

La sua capacità interpretativa e il vigore messo sono impressionanti, e la passione che traspare dal suo viso e dai sue gesti colpiscono la sensibilità.

Un piccolo elenco di alcune interpretazioni da ascoltare, una più bella dell'altra:


Che dispiacere, dinanzi a tale bellezza e al bel canto del tenore Marco Beasley, come invece l'Italia sia diventata il bel paese degli ignoranti, incantati solo dalla televisione e ignari del patrimonio culturale ereditato che ogni giorno si sgretola, per incuria, indifferenza o perché semplicemente dimenticato!

Fonti:

Mendelssohn e Bach

Quando Johann S. Bach morì, il 28 luglio 1750, nonostante l'eredità della sua poderosa opera, il suo ricordo come compositore lentamente si offuscò, e venne ricordato per lo più come insegnante ed esecutore. Il revival bachiano avvenne grazie ad altri musicisti che lo apprezzarono, come Mozart, Beethoven (che lo definì "padre originatore dell'armonia") e Mendelssohn, che l'11 marzo 1829 diresse la Passione secondo Matteo alla Singakademie di Berlino, eseguita per la prima volta dalla morte di Bach nel 1750.

Felix Mendelssohn era nipote del grande filosofo ebreo Mosè Mendelssohn, e questo concerto causò una grande interesse e discussione, riaprendo gli occhi a tanti che avevano dimenticato l'opera del compositore di Lipsia. Circa mille persone non furono in grado di trovare i biglietti, e due repliche del concerto furono programmate. L'attore Eduard Devrient, amico di Mendelssohn e co-iniziatore del concerto berlinese, scrisse poi nel suo diario che Mendelssohn stesso esclamasse:
"Pensare che ci è voluto un attore e il figlio di un ebreo per ravvivare la più grande musica cristiana del mondo!"
Robert Schumann stesso ebbe un grande debito per Bach, perché pur mancando di una educazione formale in campo musicale, imparò a comporre studiando le fughe di Bach, e in particolar modo quelle del Clavicembalo ben temperato. Tra l'altro, Schumann fu anche grande amico di Mendelssohn stesso, e nel 1850 fondò con altri appassionati la Bach-Gesellschaft, società che ebbe l'obiettivo di pubblicare l'opera completa bachiana.

La Passione secondo Matteo (BWV 244) è basata sui capitoli 27 e 28 del vangelo di Matteo, ed è ispirata da una visione strettamente protestante della morte di Cristo, concentrandosi sulle sue pene e non menzionando affatto la resurrezione. Bach credeva che Cristo fosse risorto, come si capisce ad esempio dalla sua Messa in Si minore (BWV 232), dove il Crucifixus viene seguito dal coro gioioso dell'Et resurrexit. Ma l'enfasi della Passione è la sofferenza del Cristo al posto dei peccatori, e la sua morte è il fine e l'inizio stesso della redenzione.

Si può ascoltare la Passione secondo Matteo integralmente, ai seguenti link:
Per apprezzare invece il contrasto fra il Crucifixus e l'Et resurrexit della Messa in Si minore, si usano i due link che seguono: