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domenica 13 gennaio 2013

Mendelssohn e Bach

Quando Johann S. Bach morì, il 28 luglio 1750, nonostante l'eredità della sua poderosa opera, il suo ricordo come compositore lentamente si offuscò, e venne ricordato per lo più come insegnante ed esecutore. Il revival bachiano avvenne grazie ad altri musicisti che lo apprezzarono, come Mozart, Beethoven (che lo definì "padre originatore dell'armonia") e Mendelssohn, che l'11 marzo 1829 diresse la Passione secondo Matteo alla Singakademie di Berlino, eseguita per la prima volta dalla morte di Bach nel 1750.

Felix Mendelssohn era nipote del grande filosofo ebreo Mosè Mendelssohn, e questo concerto causò una grande interesse e discussione, riaprendo gli occhi a tanti che avevano dimenticato l'opera del compositore di Lipsia. Circa mille persone non furono in grado di trovare i biglietti, e due repliche del concerto furono programmate. L'attore Eduard Devrient, amico di Mendelssohn e co-iniziatore del concerto berlinese, scrisse poi nel suo diario che Mendelssohn stesso esclamasse:
"Pensare che ci è voluto un attore e il figlio di un ebreo per ravvivare la più grande musica cristiana del mondo!"
Robert Schumann stesso ebbe un grande debito per Bach, perché pur mancando di una educazione formale in campo musicale, imparò a comporre studiando le fughe di Bach, e in particolar modo quelle del Clavicembalo ben temperato. Tra l'altro, Schumann fu anche grande amico di Mendelssohn stesso, e nel 1850 fondò con altri appassionati la Bach-Gesellschaft, società che ebbe l'obiettivo di pubblicare l'opera completa bachiana.

La Passione secondo Matteo (BWV 244) è basata sui capitoli 27 e 28 del vangelo di Matteo, ed è ispirata da una visione strettamente protestante della morte di Cristo, concentrandosi sulle sue pene e non menzionando affatto la resurrezione. Bach credeva che Cristo fosse risorto, come si capisce ad esempio dalla sua Messa in Si minore (BWV 232), dove il Crucifixus viene seguito dal coro gioioso dell'Et resurrexit. Ma l'enfasi della Passione è la sofferenza del Cristo al posto dei peccatori, e la sua morte è il fine e l'inizio stesso della redenzione.

Si può ascoltare la Passione secondo Matteo integralmente, ai seguenti link:
Per apprezzare invece il contrasto fra il Crucifixus e l'Et resurrexit della Messa in Si minore, si usano i due link che seguono:



lunedì 15 agosto 2011

Il catalogo bachiano

Così come è accaduto per altri grandi compositori, anche le opere di Bach sono state catalogate in maniera scientifica basato su un numero progressivo. Non è insolito, qualora ad esempio ascoltiate una fuga, un concerto o una sonata su Youtube, notare accanto al nome della stessa una sigla. Ad esempio, la famosa Toccata e fuga in Re minore per organo è la BWV 565, o la altrettanto nota Suite per violoncello n. 1 in Sol maggiore ha per sigla BWV 1007, e via dicendo.

Wolfgang Schmieder, un musicologo tedesco, in occasione del bicentenario della morte del grande compositore pubblicò nel 1950 un catalogo sistematico dell'intera opera bachiana, chiamato Thematisch-systematisches Verzeichnis der musikalischen Werke von Johann Sebastian Bach ("Catalogo tematico-sistematico delle opere musicali di Johann Sebastian Bach"), e abbreviato in Bach-Werke-Verzeichnis o BWV.

Questo catalogo oggi è universalmente riconosciuto, ma ha alcune interessanti particolarità. Innanzi tutto, a differenza dei cataloghi di altri grandi artisti come ad esempio Mozart (Köchel catalogue), non è cronologico ma per genere. Questo vuol dire che un numero basso non indica necessariamente un'opera composta in giovane età. Secondo alcuni studiosi, Schmieder preferì questa catalogazione per diversi motivi:
  • la data della composizione di alcune opere è incerta; anche se in alcuni manoscritti è indicata, potrebbe trattarsi semplicemente di quando sono state copiate;
  • dal 1851, le opere di Bach erano state pubblicate dal Bach Gesellschaft, un istituto fondato da Robert Schumann e da altri, seguendo l'ordine adottato poi dallo stesso Schmieder;
  • a partire da Beethoven e stimolati dal suo esempio, gli artisti musicali iniziarono ad assegnare personalmente un numero di opera (opus) alle proprie opere, e quindi gradualmente si perse la connessione numero opera-data di pubblicazione che invece era diffusa nel Settecento.
Anche diversi altri cataloghi hanno seguito questa impostazione per genere, come ad esempio quello delle opere di Buxtehude (a cui Bach deve moltissimo), di Händel, di Schubert, di Liszt, eccetera.

Spesso, però, il grande pubblico ricorda le opere di Bach con un nome assegnato, ad esempio:
  • le Variazioni Goldberg (BWV 988), opera per clavicembalo che prende il nome da Johann Gottlieb Goldberg, giovane musicista alla corte del conte von Keyserling per il quale Bach avrebbe scritto le variazioni (l'episodio, sebbene tramandato da Forkel, primo biografo di Bach, è comunque dubbio);
  • la Toccata e fuga in re minore conosciuta come "Dorica" (BWV 538), chiamata così perché scritta in tonalità di Re minore, ovvero seguendo la scala melodica "dorica";
  • il Concerto per due violini, archi e basso continuo in re minore noto come "Concerto doppio" (BWV 1043);
  • il Clavicembalo ben temperato (BWV 846–893), collezione di preludi e fughe il cui nome fu dato dallo stesso Bach quando ne pubblicò il primo libro nel 1722 (il nome di questo blog si ispira ad esso, e mi propongo di approfondirlo presto in un altro post).
Fonti: L'elenco completo delle opere secondo questo catalogo è visionabile su Wikipedia inglese, e con minori dettagli nell'edizione italiana. Si può anche scaricare l'edizione in PDF del catalogo cliccando qui.

Perché Bach?


Ho aperto questo blog dedicato a Johann Sebastian Bach per poter condividere la mia grande passione per uno dei compositori più geniali degli ultimi secoli, senza nulla levare alle splendide melodie e alla vena artistica di altri che lo hanno preceduto e soprattutto seguito, apprezzato e che a lui si sono ispirati.

Ma è strano pensare che alla morte di Bach in molti lo considerassero pedante e demodé, e dobbiamo ringraziare artisti come Mozart, Beethoven e Mendelssohn per aver fatto conoscere al grande pubblico. Oggi Bach è tornato in parte di moda, ma fra gli amanti di un certo genere: il gusto musicale comune non apprezza più da troppo tempo la bellezza della musica barocca.

Non ho la pretesa di insegnare nulla di nuovo né su Bach, né sulle sue opere, né tantomeno su altri compositori che hanno contribuito alla sua formazione e dei quali spero di poter parlare. Non sono un critico musicale, ma un semplice appassionato: ma se guardiamo in prospettiva la nostra cultura, non possiamo non avere un debito di riconoscenza nei confronti di chi ha innovato il gusto artistico e ci ha preceduto nella ricerca dell'Arte.

Spero che il mio umile contributo serva ad avvicinare qualcuno a questo grande compositore tedesco, e che ascoltarlo possa rallegrarlo come spesso ha fatto con me.
Cosa dovrei dire riguardo illavoro di una vita di Bach? Ascoltalo, suonalo, amalo, adoralo – e stai zitto! (Albert Einstein)